martedì 17 marzo 2009

Per quelli che desiderano addolcire le loro amarezze con una bella zeppola!



ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE
300 gr di acqua
270 gr di farina
90 gr di burro
6 uova(se usate le giganti anche 5)
1/2 cucchiaino di sale,vanillina q.b. limone grattugiato

Crema:
400 gr di latte
3 tuorli
70 gr di farina
130gr di zucchero
limone grattugiato
amarene sciroppate
In una casseruola versare l'acqua con il burro a pezzetti,il sale e lo zucchero,portare ad ebollizione e versare la farina setacciata in un solo colpo,girare velocemente col cucchiaio di legno e stendere la pasta sulle pareti della casseruola per asciugarla(sempre col fuoco acceso).E' importante far asciugare bene la pasta,in modo che possa assorbire tutte le uova senza diventare troppo molle. Far raffreddare la pasta cotta,metterla in una planetaria o in un robot e aggiungere un uovo alla volta,lavorare con la frusta K,sbattendo bene il composto,fino all'esaurimento delle uova.Alla fine della lavorazione la pasta deve risultare soda e compatta,tipo una crema pasticcera solida,e più consistente di quella per bignè al forno,altrimenti tende ad assorbire troppo olio. Mettere la pasta in una sache a poche con bocchetta spizzata grande,spremere formando delle ciambelle della grandezza desiderata,su quadrati di carta forno.Versare contemporaneamente le zeppole in una larga padella con olio profondo,caldo ma non bollente,appena si staccano togliere i quadrati di carta.Dopo un minuto girarle e farle gonfiare,rigirarle ancora ed alzare la fiamma per dorarle.Toglierle dall'olio efarle asciugare su carta casa.Per la seconda serie di zeppole,aggiungere un pò di olio per raffreddarlo e friggere altre zeppole,poi alzare di nuovo la fiamma a metà cottura.Uso questo sistema per evitare la frittura con 2 pentole che è un pò scocciante,il risultato è buono.Non friggere mai,inizialmente,con olio troppo caldo,altrimenti le zeppole non si gonfiano bene e risultano poco cotte all'interno.Per la frittura uso olio di arachide o di mais. Altro sistema per eliminare l'olio in eccesso è quello di metterle nel forno,con sotto carta casa nuova,a 80° per 5 minuti,poi le lascio fino a che la carta non ha assorbito buona parte dell'olio. Preparare la crema,metterla in una sache a poche e spremerla sulle zeppole,aggiungere le amarene e spolverizzare con zucchero a velo.

giovedì 5 marzo 2009

io....sono.....


Si...io ...sono,ovvero se ...io fossi, o anche sarei,per prima cosa taglierei i piedi a chi cammina troppo per farsi i fatti degli altri nelle loro case,poi taglierei le dita delle mani a chi ha la capacita' di manipolare le cose,per non parlare di quelli che ascoltano solo quello che vogliono ,gli tapperei le orecchie,e quelli che vedono in senso strabico,gli raddrizzerei gli occhi,be non dimentichiamoci di quelli che parlano a pappagallo,tipo cantilene e frasi fatte o prese ma mai parole di confronto e dialogo dal cuore,gli cucerei la bocca,ma a quelli che camminano in questo mondo senza toccare senza udire senza vedere senza parlare gli dico "ma che campat' 'a fa'? Nun sit' buon' ne po' Re' ne pa Muglier' ne' po' Fuoc' ne' p' l'acqua" E chest' E'

martedì 3 marzo 2009

domenica 1 marzo 2009

La speranza puo' cambiare la nostra realta'! Vedrai miracoli se ci crederai,....


Un abbraccio ai miei amici ..i giovani della Chiesa di Soccavo degli anni '70

lunedì 23 febbraio 2009

Un mio sfogo

Amici o forse è meglio dire conoscenti?
Il mio cuore è pieno di tristezza nel vedere tutta questa indifferenza.
Pensavo che con l'andare avanti con l'età le cose sarebbero state diverse non ci sarebbero state più intolleranze, credevo che ci saremo rispettati e cercati tanto di più rispetto a 30 anni fà (Io l'ho fatto un po' con tutti voi ma è stato solo a senso unico con la maggior parte di voi)ma mi ero sbagliato ci sono state nel passato, e nel presente sempre e solo i pochi e solo i pochi che legavano (e adesso ancora di meno) e meno verso le altre persone.
Questo è il mio ultimo post che pubblicherò dopo un lungo silenzio (anche io ho un lavoro che mi porta via tanto tempo e quello che avevo l'ho dividevo con la mia famiglia e voi)dopo aver combattuto contro questa mia decisione, ma voler credere ancora una volta nella bontà umana e soprattutto in quella spirituale che ci lega o che forse ci legava ho inteso che essa non ci lega più (mi auguro di sbagliarmi)nella gran parte di noi. Tutti abbiamo i nostri problemi, sofferenze ma ciò non toglie il piacere o forse il dovere di rubare un po' di tempo a noi stessi alla famiglia e dedicarlo a chiamare e a chiedere:
Anche una riga agli amici (forse è troppo) di un tempo, che si sono ripromessi di continuare o iniziare la strada ins se pur lontani.
Smettetela di seguire sempre di più la tecnologia non vi rendete conto che sempre di più si è cambiati e sempre meno ci siamo ritrovati?
Fermatevi fate marcia indietro....ritorniamo a quando ci siamo incontrati, lasciando ruota libera a tutti i contestatori e non.
Ancora una volta come di mia abitudine ma sincere se con questo mio dire ho recato offesa vi chiedo scusa, continuerò a seguirvi da lontano senza più fare o dire.
Chi vuol sapere di noi il mio indirizzo l'avete il telefono anche e di sicuro vi risponderemo.
Auguro a ognuno di voi tanta prosperità e felicità.
SECONDO IL MIO PENSIERO L'AMICIZIA è ONESTà, SINCRITà, SCIETTEZZA, PARLARE IN FACCIA, CHIARIMENTI, MANDARCI A QUEL PAESE, E POI LA RICONCILIAZIONE.
vi saluto e vi abbraccio.
LUCIANO
stamattina pensavo all'amicizia
e voglio condividere un mio pensiero
L'amicizia è come un campo più la coltivi, più porta frutto
ma se questo campo l'ho abbandoni
esso diventerà arido.
E ciò che vogliamo?

UN VECCHIO COMMENTO:
molto giusto caro Luciano, L'AMICIZIA va coltivata, ma se uno non vuole essere coltivato che ci vado a fare nel campo? ciao e stammi bene, spero che abbia trascorso dei giorni un po' più tranquilli in famiglia, e soprattutto in pace. ti saluto anche da parte di Silvana e sappi che sei tu e la tua famiglia siete nel nostro cuore

sabato 21 febbraio 2009

avviso ai......naviganti assenti


Salve sono Gennaro, per chi non mi conosce, volevo solo farvi alcune domande, specialmente a chi a parole si opponeva alla chiusura del blog, dove siete? Il blog e' in piedi, ci si viene e va, chi lascia un segno e chi no, ma chi sono quei derelitti che lasciano il segno? E i gran sostenitori della non chiusura del blog chi l'ha visti? Sto sertiamente pensando di scrivere alla Sciarelli del programma Rai "Chi l'ha visto"! Scusate,ma siete o apparite? Sinceramente non l'ho capito ancora, tutti a sostenere che non ci doveva essere obbligo di scrivere, quando qualcuno dei presenti attivamente sul blog incoraggiava a quelli non sempre presenti, per usare un eufemismo, di scrivere! E come dimenticare dei rimproveri fatti da alcuni dei sempre non presenti sul blog, che quelli sempre presenti sul blog quasi tutte le sere si incontravano su Skipe e non sul blog! Adesso ce' qualcuno che si e' offeso perche' ci siamo trasferiti su Facebook, ma dove siete? Dove eravate? perche' leggere cose altrui e non far leggere le vs cose? Nessuno vi doveva obbligare a scrivere sul blog, ma pero' pretendete che altri non vadano su altri sistemi! Non vi sembra assurdo? Non credo che sia dovuto all'eta' anche se ci avviciniamo tutti allo scavalco della mezza eta', pero' mi sembra proprio un ragionamento sclerotico e francamente me ne dispiace!ciao a tutti

martedì 10 febbraio 2009

La festa dell'amore... non e' solo per gli innamorati.......... Amore = Rispetto!



Non potevo guardare e rimanere insensibile...Sono giorni che nessuno risponde al post precedente. Mi domando.... forse e' stato scelto un argomento troppo impegantivo d'affrontare....?? E' da tempo che nemmeno io mi faccio sentire, ma solo perche' ho voluto vedere cosa si provava ad essere insensibili....Oggi ho ceduto purtroppo, che devo fare non ci riesco, ho dovuto rispondere,Gennaro si e' rivolto a noi mica a nessuno...? Freddezza..passivita' insensibilita'..orgoglio..Chissa' se questi sono doni spirituali, ho riletto 1 Corinzi 13 e non li ho trovati... :-( Gennaro caro, se non erro ci hanno insegnato che l'amore viene da Dio e dove c'e Dio c'e unita', se ci ignoriamo o se non "c' ne pass' manc' pa' capa" vuol dire che non c'e amore o forse non ne conosciamo il significato....l'amore sollecita il rispetto per gli altri. Come si puo' rimanere insensibili ad un appello come il tuo? Hai anche detto vi aspetto.....!Come mi manca questo blog! E sono certa che manca anche a voi....Molti dei bei ricordi si sono frantumati purtroppo e vi confesso che alcune persone a cui volevo bene ho dato tutta la mia fiducia e come risultato sono stata usata e calpestata, senza rispetto di quello che eravamo e nell'ambiente in cui ci siamo conosciuti, ma mi sforzero' a rimanere la Sandra di sempre e per colpa di alcuni non commettero' l'errore di non rispettare le persone che hanno condiviso con me i migliori anni della mia gioventu', cerchero' di mettere le delusioni da parte e continuero' a volervi bene. Il 14 Febbraio e' la festa dell' amore, proviamo a non rimanere indifferenti io vorrei vedere su questo blog, una riconciliazione e un segno d'affetto.Buona Festa dell'amore, specialmente per coloro che hanno indurito il cuore ma e' ancora riversibile. Lasciamo che l'amore prenda il sopravvento nella nostra vita!L'amore e' l'habitat naturale dello Spirito di Dio.Facciamo pulizia nel nostro cuore e diamo precedenza a cio' che conta! Happy Valentine's Day!

sabato 7 febbraio 2009

quale e' la differenza?


Vorrei lanciare una discussione,sperando che quelli che leggono,commentino pure dicano la loro su cosa differenzia il Vecchio testamento dal Nuovo?Quali sono le differenze che Gesu' predicava?Che differenza ce' tra Cristianesimo (cosi come ce l'hanno fatto conoscere)ed Ebraismo?Tra religiosita' e Vita?ALLA LUCE DELLA PAROLA, E' GIUSTO STARE CHIUSI IN QUATTRO MURA PER PREGARE,ADORARE,PARTECIPARE A CULTI VARI,FARE CONFERENZE, E POI DIMENTICARSI DEL MONDO?(io non sono contrario a queste cose,conosco la loro importanza,ma se non sono fine a se stesse non so' quanto siano utili) QUESTO NON VA' CONTRO L'IDEA STESSA DI DIO CHE E' SCESO FINO ALL'UOMO PER REDIMERLO?Quando ce' tempo per fare altre cose per l'avanzamento del Regno di Dio?Allora gli asceti ed eremiti del medioevo avevano ragione di separarsi dal mondo?Ma Gesu' non aveva comandato di andare per il mondo ad annunciare la buona novella?Ci aveva detto che se anche non siamo del mondo comunque rimaniamo nel mondo,che ci avrebbero riconosciuti dall'UNITA' e dall'AMORE che ci sarebbe stato tra di NOI?potrei aggiungere altro,pero' vorrei che almeno i credenti che frequentano questo blog commentassero,completassero le cose che mancano,raccontino le loro esperienze senza timori e cercando di essere se stessi,ragazzi il confronto e' il sale del dialogo e della democrazia,Dio si rivela anche nei confronti piu' aspri,e forse solo in quelli!Vi aspetto

venerdì 6 febbraio 2009

Il grande indice inquisitore!!!

Sembra un appuntamento dato, ogni periodo di tempo da questo blog (che doveva essere un muretto dove si incontrano alcuni amici per incoraggiarsi, raccontarsi, scambiarsi battute ecc. ecc.) si deve cogliere l'occasione per ergersi e proclamare la propria opinione che suona tanto: come un giudizio minaccioso, ma perchè poi? Quando sappiamo benissimo ognuno d noi che dovremo rendere conto a Dio per ogni opera buona fatta e non fatta. Io mi permetto di parlare dicendovi che da quando conosco il Signore la mia vita è dipesa da Lui e non da altri, se mi danno è perchè Lui così permette se non mi telefona nessuno e se per lunghi mesi vivo senza sentire verbo è perchè Lui vuole tenermi con Lui e per Lui soltanto, c'è un proverbio a Napoli che tutti voi ben conoscete: " Nun nze move foglie ca' Ddie nun voglie ", sapete, quelli che non hanno dato per Mattia probabilmente hanno dato per me o per altri che pure versavano in brutte acque, perchè ogni tanto queste ramanzine? Io vi voglio bene e solo il Signore conosce il mio cuore, quindi.... però...se deve continuare così, va bene fare cio' che avete sempre minacciato di fare, chiudete questo spazio e che non se ne parli più. Con amore ma nella verità e trasparenza mi allontano discretamente.

martedì 3 febbraio 2009

PARTECIPA AL QUIZ

Quanti Giovedì e quante Domeniche sono passate dalla richiesta di aiuto per Mattia fino ad oggi?



Proviamo a dare la risposta esatta.

L'indifferenza è stata sconfitta

Ricordate l'apparizione del papà di Mattia su questo blog? Ricordate i dubbi espressi, le perplessità avanzate, le indagini, i pastori coinvolti, le telefonate fatte, gli incarichi ad indagare richieste a persone che vivono in Sicilia?
Insomma, mancava solo il coinvolgimento dei Servizi Segreti.
Io ricordo tutto, e, la certezza che ebbi allora sul fatto che si trattasse di una storia vera oggi mi viene confermata con questa lieta notizia


MATTIA AD APRILE SARA' IN FLORIDA!


Dio ti benedica Mattia, a te e ai tuoi genitori che, con fede e tenacia hanno creduto in questo viaggio.
Nulla da dire invece a coloro che hanno dubitato e che a tutto oggi non hanno avuto il coraggio di chiedere scusa. Spero comunque lo faranno nella loro "cameretta".

Per codesti individui pubblico la lettera che il Comitato Aiutiamo Mattia inviò in quei giorni sperando che oggi, alla luce di quanto avvenuto, la leggano con attenzione e facciano mea-culpa.


IN BOCCA AL LUPO MATTIA..... DIO E' CON TE!




Dal Comitato per Mattia

Ho ricevuto questa Email che pubblico su esplicita richiesta del Presidente del Comitato aiutiamo Mattia.

Se puoi, inserisci sul sito questo:
Salve a tutti, spero possa qualcuno capire senza avere bisogno di garanzie, quali pastori, mediatori ecc......ma ogni cosa fatta spontaneamente e con cuore allegro.
Ognuno di noi deve rendere conto personalmente a Dio sennò dovremmo dubitare pure delle offerte fatte in Chiesa, dove molti pastori ne hanno approfittato... comunque lasciamo stare queste cose.
Siamo un gruppo di famiglie cristiane che hanno formato un Comitato x aiutare la famiglia del piccolo Mattia Salomone (tre anni) che vive a Catania. Il piccolo e' affetto da un grave danno celebrale e dovranno portarlo in un grande centro riabilitativo della Florida (USA).
Vi voglio ringraziare in anticipo, credo x fede che ognuno di noi farà qualcosa, ognuno di noi x le piccole o grandi possibilità che Dio gli darà.
Aiutiamo Mattia sia con le preghiere di sostegno x il piccolo e x la famiglia e sia con l'azione.
Il poco di ognuno di noi puo' fare tanto x Mattia: abbiamo un Padre grande e meraviglioso, Lui non aggiunge ... Lui moltiplica!
C'è più gioia nel dare che nel ricevere..... noi vogliamo mettere in pratica la volontà di Dio:
Noi vogliamo insieme a voi sconfiggere nel nome di Gesù quel muro dell' indifferenza che si insinua nella fratellanza.
Che spinti da un sincero amore fraterno possiamo muoverci all'interno del corpo di Cristo uniti x regalare a Mattia un'autonomia maggiore, una vita migliore.
Per ulteriori informazioni : www.ilportaledimattia.com er donazioni:
BANCA DI ROMA S.P.A. C/C 2539632ABI 3002 CAB 16907 CIN W
INTESTATO A COMITATO AIUTIAMO MATTIA
VUOI ULTERIOLMENTE AIUTARE MATTIA:
manda quest' e-mail a tutti coloro che conosci....e dichiara sconfitta l'indifferenza.
Il Presidente del Comitato Aiutiamo Mattia
Amalia Diletti 095 9890219349 8155026
Pubblicato da Alfredo Minopoli alle ore 19.00



P.S. Avrei voluto titolare questo post "Vergogna" ma poi .....

sabato 24 gennaio 2009

ciak...si cambiano le carte in tavola....MAI DISPERARE!


Ciao a tutti,2 settimane fa' ho postato della situazione lavorativa a cui mi apprestavo ad affrontare,cassa integrazione,l'anticamera per la disoccupazione,ma quanto meno te l'aspetti,ciak...cambiano le carte in tavola,stasera ho fatto un colloquio di lavoro e forse da martedi iniziero' un periodo di prova,formale,cosi cambiero datore di lavoro,lavorero al coperto,in ambiente pulito,e continuero a fare la mia professione,a 3 km da casa,mai DISPERARE,LASSU' CE' QUALCUNO CHE SE NON LO SAPPIAMO,CI AMA,INDIPENDENTEMENTE DA QUELLO CHE SIAMO! Intantoche' eravamo peccatori Egli e' morto per noi !Questa e' una grande verita' e una grossa sconfitta per chi ci vuole perdenti,la vittoria e' nostra!

lunedì 19 gennaio 2009

RINGRAZIAMENTO

Certo il periodo non è dei migliori c'è poco da essere allegri. Io però voglio ugualmente ringraziarvi perchè ci siete. Con tutte le nostre imperfezioni,possiamo non concordare su tutto,però sono sicuro che ci vogliamo bene e senza ipocrisie. Qualcuno di noi si è perso momentaneamente per strada,ma potrebbe ritornare,con gioia di tutti.sono un buonista? può darsi,è un difetto? poco importa,importa sapere L'affetto che ci lega e che annulla la distanza che ci separa e l'impossibilità momentanea di poterci rivedere.
Un bacio a tutti voi
RD

mercoledì 14 gennaio 2009

I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono : I falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri. ( aristotele)

venerdì 9 gennaio 2009

CHE DIRE........' E SOPRATUTTO ....CHE ...RISPOSTA?

OGGI MI E' STATO COMUNICATO CHE DA LUNEDI' SONO IN CASSA INTEGRAZIONE,INSIEME A TANTI ALTRI DELLO STABILIMENTO DOVE LAVORO,E INSIEMA A TANTI ALTRI DI ALTRE FABBRICHE,QUANDO ANNI FA' IN COMUNITA' SI PARLAVA DI STARE ALMENO VICINO A PERSONE CHE STAVANO NELLO STATO CHE IO MI TROVERO' DA LUNEDI,VENIVO GUARDATO COME UN MARZIANO,"LA CHIESA NON PUO' SOSTITUIRE LO STATO",NON SI DICEVA MA TRASPARIVA DALLE PAROLE PERPLESSE!DA LUNEDI ASSAPORERO' SULLA MIA PELLE COSA SIGNIFICAVA PER QUELLE PERSONE,E FORSE AVRO' ANCORA,E ME NE DISPIACE,CONFERMA CHE PER CAPIRE LE COSE BISOGNA ASSAGGIARLE SULLA PROPRIA PELLE ,SE NO NON SI GUSTA APPIENO IL SAPORE DELLA "SOLITUDINE", E DEVO DIRVI CHE HO VERGOGNA DELLE COSE CHE PENSAVO DI FARE ,ANCHE DA SOLO,E CHE NON HO FATTO!ED HO VERGOGNA DELLE SOCIETA' CHE NE HO FATTO PARTE,PERCHE' ANCORA OGGI SI DISCUTE DELLA PUREZZA DELLA DOTTRINA E DELLA SUA APPLICAZIONE PERDENDO PER STRADA IL SENSO DEL TUTTO!CHE DIRE......CHE RISPOSTE .........?

martedì 6 gennaio 2009

Indiani d'America - testo di Capo Dan George - L'Anima di un Popolo

I nostri figli devono andare a scuola per essere civilizzati. Lì vengono a conoscenza delle chiese. Sembra che esse siano state costruite con l'intenzione di addossarsi colpe l'uno con l'altro. Quando la gente trova da ridire sulle chiese anche Dio viene coinvolto nelle loro contese. La chiesa di mio nonno non era costruita da uomini: quindi lui non avrebbe mai potuto insegnarmi a litigare con Dio. La nostra chiesa era la natura. Abbiamo perso così tanto. Sebbene le circostanze fossero contro di noi, la colpa è anche nostra. Non abbiamo saputo affrontare lo shock che l'uomo bianco ci inflisse. Sono nato in una cultura che viveva in case aperte a tutti. Tutti i figli di mio nonno e le loro famiglie vivevano in un'abitazione di 26 metri e mezzo di lunghezza, vicino alla spiaggia, lungo una insenatura. Le loro camere da letto erano separate da una tenda composta di canne, ma un unico fuoco comune nel mezzo serviva ai bisogni culinari di tutti. In case come queste la gente imparava a vivere e a rispettare i diritti di ognuno. I bambini dividevano i pensieri del mondo degli adulti e si trovavano circondati da zie e zii e cugini che li amavano e non li minacciavano. Oltre a questa reciproca accettazione, c'era un profondo rispetto per ogni cosa presente in natura che li circondasse. Per mio padre la terra era la sua seconda madre. Era un dono del Grande Spirito e l'unico modo di ringraziarlo era quello di rispettare i suoi doni. L'uomo bianco invece ama solo le cose che possiede: non ha mai imparato ad amare le cose che sono al di fuori e al di sopra di lui.In realtà o l'uomo ama tutto il creato o non amerà niente di esso.La mia cultura dava valore all'amicizia e alla compagnia, e non guardava alla privacy come a una cosa cui tenersi aggrappati, poiché la privacy costruisce muri su muri e promuove la sfiducia. La mia cultura viveva in grandi comunità familiari, e fin dall'infanzia le persone imparavano a vivere con gli altri. La mia gente non dava valore all'accaparramento di beni privati: tale azione era disonorevole per la nostra gente. L'indiano guardava a tutte le cose presenti in natura come se appartenessero a lui e supponeva di dividerle con gli altri e di prendere solo quelle di cui aveva bisogno. Ognuno ama dare nello stesso modo in cui riceve. Nessuno desidera continuamente ricevere. Tra poco sarà troppo tardi per conoscere la mia cultura, poiché l'integrazione ci sovrasta e presto non avremo valori se non i vostri. Già molti fra i nostri giovani hanno dimenticato le antiche usanze, anche perché sono stati presi in giro con disprezzo e ironia e indotti a vergognarsi dei loro modi indiani.

lunedì 5 gennaio 2009

La carità è l'unica cosa che non avrà mai fine

Tonino ci ha chiesto di poter postare di nuovo sul blog.Ciao a tutti.

venerdì 2 gennaio 2009

leggo da "caserta news"....ogni mondo e' paese!la conferma delle eccezioni

SONO UN ASSIDUO LETTORE DI "CASERTA NEWS"GIORNALE ON LINE DELLA PROVINCIA.OGGI HO TROVATO QUEST'ARTICOLO CHE NON FA' NINT'ALTRO CHE CONFERMARE LE MIE PERPLESSITA' SULLA CONDUZIONE DELLE ISTITUZIONI ECCLESIALI DI QUALSIASI DENOMINAZIONE,E' SOLO UN CONTINUO SPECCHIARSI NARCISISTICO TIPO LA STREGA DI BIANCANEVE.LEGGETELO E POI.......FATE VOI! ATTUALITÀ | Alife – "Non hanno fatto altro che parlare delle proprie attività svolte nel corso dell'anno, pare che non esista altro ente ecclesiastico al di là della Caritas diocesana. 4 Gatti vi hanno partecipato, come al solito, per giunta a metà percorso si è unito anche un "CORVO nero" a fare da coreografia al fantomatico corteo, quasi a richiamare l'attenzione e per compensare la notata assenza di gioventù. Già dov'erano i giovani? Ma non é a loro che il messaggio dovrebbe in primis essere rivolto? Tutto ovviamente dipende dallo spirito di iniziativa e di coinvolgimento degli organizzatori. Nel nostro caso pare purtroppo che non si possegga questa dote. In compenso però sanno mettere in risalto molto bene le proprie attività svolte, elencandole per filo e per segno. Alla faccia dell'umilità di cui i loro responsabili ostentano nel possedere. Questo genere di celebrazioni poco giova a quello che realmente dovrebbe essere lo spirito di pace, che al contrario, é spirito di condivisione, di fratellanza e di apertura verso il prossimo. Le marce della pace non si svolgono in questa maniera. Gli organizzatori della Caritas di Alife provino per una buona volta ad affacciarsi al di fuori della propria cerchia, delle proprie vedute e della propria sede. Si renderanno conto che marciare non é un'insieme di lezioni o di regole da impartire, bensì un cammino da intraprendere insieme, nell' aprirsi, nel confrontarsi con l'altro, ma soprattutto nel mettersi in gioco accettando le sfide dei tempi. Altro che carità verso il prossimo. La vera povertà che purtroppo si riscontra in certe parrocchie é quella di affidarsi in mano a gente incompetente e chiusa, che impartendo lezioni dimentica l'essenzialità del messaggio. In questa maniera anzichè avvicinare i diversi, non si fa altro che allontanare sempre più il popolo da quella che dovrebbe essere invece la vera fede basata sul comandamento dell' amore e della carità verso il prossimo. Questa gente che si mette a fare da maestra di civiltà, non fa altro che scandalizzare con il proprio comportamento istrionico e paranoico". E ANCORA UN' ALTRO ARTICOLO DOVE SI RICHIAMA AD UNA VISIONE NON ATTUALIZZATA DEGLI IMPEGNI PRESI,MA LASCIANDO IL VESCOVO NOGARO SOLO CONTRO I POTERI FORTI!ATTUALITÀ | Caserta – Questa "Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini" sottoscritta dalle associazioni cristiane della Diocesi di Caserta dopo diciassette anni dalla prima, se non rappresenta una sconfitta di o per una Città intera, lo è, almeno ed intimamente, per le stesse associazioni firmatarie di allora.
Lo è per molte di quelle che, in quel lontano Novembre del '91, sentirono forte il dovere di impegnarsi, senza strumentalizzazione alcuna, per costruire, come sollecitava il Vescovo Nogaro, il tempo della speranza, sapendo che se la Politica non è tutto, essa non può essere neanche estraneità ma deve, comunque, diventare un dovere anche se è un dovere spesso impossibile.
Una speranza che si ripropone, oggi come ieri, nel nostro Paese, nella nostra regione, nella nostra provincia e nel nostro capoluogo, come un' icona figlia dello sdegno e del coraggio: lo sdegno per le cose che non vanno ed il coraggio come condizione dell'anima per cambiarle.
A partire da questo senso di sconfitta, molte delle associazioni promotrici della prima lettera avvertono, oggi, di dover di nuovo far proprie quelle motivazioni anche perché spronate dai ripetuti e recenti inviti del loro Pastore, non ultimi quelli del Suo "Responsorio della Pace" : "Signore dammi la grazia dell'indignazione. La grande leva che innalza le responsabilità e rompe tutte le cortine della malvagità e della indifferenza
Esse, infatti, riconoscono che dal tempo dalla prima lettera e per tutti questi anni, non hanno saputo ben vivere l'impegno e la passione civile che i tempi richiedevano né hanno saputo esprimere la loro indignazione e per questo avvertono l'urgenza di riprovare a spendersi in una rinnovata partecipazione per costruire un nuovo impegno sociale e civile e le condizioni per un reale cambiamento.
Sentono che è tempo di riappropriarsi, con piu' fermezza, dell'etica della responsabilità e della solidarietà e avvertono, come cristiani, il senso di una loro ulteriore conversione per strappare, parole di Nogaro,
Avvertono che è tempo, oggi come ieri, che la politica sia servizio e prossimità e che come cittadini, indistintamente, ci si responsabilizzi, quotidianamente, sia nel rispetto dei propri doveri che contro le tante proprie piccole illegalità come contrasto sempre piu' incisivo alle criminalità organizzate, realtà antistoriche
che , e che sono, per noi cattolici, presenza antievangelica che rinnega .
Avvertono, per questo, che è tempo di abbandonare il rituale dello scontato cordoglio per le vittime delle mafie , don Diana, Imposimato, Nuvoletta, Del Prete, Noviello o quello della semplice solidarietà ai minacciati perché colpevoli di esempi luminosi di impegno civile , Cantone, Capacchione e Saviano e di farsi carico di essere, con quest'ultimi, fattivamente in prima linea e, soprattutto, non in pochi.
Sono consapevoli che è tempo di cogliere la realtà di essere in un momento storico dentro il quale si avverte, con affanno e pesantezza, sia l'avanzare di un processo di trasformazioni che determina ulteriore degrado delle condizioni di vivibilità nei centri urbani e negli assetti territoriali che la progressiva marginalizzazione della domanda sociale piu' debole.
Sanno che è tempo, oggi come quel lontano autunno di inizio anni novanta, di contrastare questo malessere in cui crescono e si allargano, nella nostra Città capoluogo come in tutta la Provincia, nella regione e nel Paese, l'accentuarsi di fenomeni di frantumazione civile, il crescere delle disuguaglianze, l'aggravarsi delle povertà e delle esclusioni sociali, la perdita di identità e la crescente estraneità degli spazi urbani.
Ebbero forte, con la prima lettera , la convinzione – e lo scrissero - che la politica debba nascere e nasce da quel che politico non è: il sociale, il civile, il quotidiano e dagli eventi che in questi ambiti si intrecciano. Per questo ebbero forte la percezione che essa avesse bisogno di un contributo e lo diedero e di una ricerca che guardasse agli eventi problematicamente, sapendo incrociare matrici sociali e radici di senso.
Tanti di loro, perciò, convennero che di fronte alla prassi politica ridottasi a piatta gestione del quotidiano (che non sempre realizza) e di fronte alla difesa di interessi privati e corporativi (che realizza sempre) andava privilegiato e lo tentarono il terreno su cui si avvertiva la pregnante necessità di far incontrare la dimensione ideale con la dimensione istituzionale e organizzativa.
Tentarono, quindi, di far coincidere la contingente gestione dei bisogni con la consapevolezza che, anche nella contingenza, uomini ed eventi sono attraversati da un profetico desiderio di Totalmente altro da "questa politica" affinché si crei una composizione armonica tra bisogni troppi e la possibilità di condurre le risorse e le diversità al benessere comune.
Credettero, allora, al desiderio profetico che la politica diventasse prossimità, amore e solidarietà, tutti obiettivi indicati delle quotidiane esortazioni del nostro amato Presule il quale, ora come allora, col Suo costante e appassionato magistero sociale e spirituale continua a motivarci ad essere capaci di realizzare cieli nuovi e terre nuove attraverso una politica affidabile che sappia diventare .
Tutto questo non vuol essere amarcord ma solo riproporre, ora come allora, provocatoriamente una domanda angosciante: la politica è, dunque, immodificabile?.
Domanda, questa, non retorica se la si collega al fatto che quella lettera provocatoria del novembre '91 (e che ebbe eco su tutta la stampa nazionale e che solo per poco tempo segnò una svolta), ebbe come estensori, condivisori e firmatari ( o quanto meno testimoni) tanti soggetti che, successivamente, nella nostra Città hanno esercitato o esercitano il potere politico ed amministrativo.
Non è tempo, con il nostro odierno appello di richiedere pagelle di merito o di demerito sulle diverse esperienze fin qui succedutesi ma solo tempo di riproporre, viste le nostre attuali angosce e paure, l'ansia racchiusa in quel documento del lontano '91 che poneva due domande: se il modo di far politica sia di per sé e di fatto immodificabile e destinato a restare un'idra con le teste potere, affari, autorefenzialità, cooptazioni che si riproducono sempre anche se abbattute e se la questione morale sia destinata a rimanere sempre all'Ordine del Giorno.
E' tempo, allora, ancora una volta, (riportandoci al Te Deum 2007 del nostro Pastore) di dovere rivivere e riorganizzare questa speranza facendo nostro il Suo invito a guardare oltre l'Orizzonte e dando credito ad ognuno di noi di essere capaci di essere lievito per costruire il Nuovo anche con piccoli segnali ed attraverso la prossimità, la solidarietà, l'impegno, la partecipazione, il volontariato.
E' tempo di riviverla , dunque, senza demoralizzarsi, questa speranza, anche se dopo 17 anni siamo ancora costretti a dover firmare per una nuova legge elettorale che riconosca una nostra maggior partecipazione alle scelte dei nostri rappresentanti; anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per lo statuto comunale, oggi per veder riconosciuto il diritto ad essere ascoltati forti delle 5000 firme raccolte.
E' tempo di riviverla , dunque e non arrendersi anche se siamo ancora costretti a dover denunciare, come allora, per i tagli a servizi sociali più estesi e pregnanti e contro le disuguaglianze inaccettabili di un walfare sempre meno inclusivo e sempre più incapace di tutelare e promuoverne i diritti fondamentali, in primis quello alla protezione della salute, un bene assoluto che viene caricato sempre piu', anche per scelte governative, di calvari, di disagi, di patimenti per i pazienti e i loro familiari, in specie per i piu' deboli, i bisognosi, per non parlare degli immigrati e dei loro figli ai quali se irregolari non si riconosce neanche il diritto alla croce rossa per la difesa della propria salute.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per l'area ex Saint Gobain e San Leucio, oggi per il Macrico; anche se siamo ancora costretti a denunciare, come allora i ritardi per l'interporto nodale, l'aeroporto di Grazzanise, il Policlinico, etc; anche se siamo ancora costretti a manifestare, come allora, per il diritto al lavoro, contro la disoccupazione, i licenziamenti infiniti, il precariato, e la mancanza di iniziative concrete di sviluppo per arginare l'esodo dei nostri figli.
E' tempo di riviverla , dunque, la speranza anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora contro i disastri ambientali, per lo Uttaro, l'acqua, le cave, i rifiuti, la vivibilità, etc; anche se siamo ancora costretti a firmare, come allora, contro l'illegalità e la camorra.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a subire lo scippo illegale del mancato trasferimento del Rettorato della SUN nel nostro Capoluogo, contravvenendo ad obblighi di legge ben precisi e costringendoci a lottare, per questo, contro le convenienze del potere accademico napoletano.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora una volta costretti a protestare per il mancato cambio del nome di quest'ultima in "Università degli studi di Caserta" mortificandosi cosi una provincia intera alla quale si negano anni di lotte ed un riconoscimento dovutole per appartenenza e identità. Diritto, questo del nome, negato per maldedotte ragioni di prestigio, di potere accademico e di baronie talchè accade che la Seconda Università di NAPOLI resti l'unica università italiana che insiste totalmente in un territorio diverso dal suo nome.
E' tempo di riviverla questa speranza, esortazione che sappiamo per certo, di ritrovare anche nel prossimo te Deum 2008, perché dono dell'amore del nostro Pastore per l'uomo e, soprattutto, per l'uomo della sua Diocesi, anche se le Sue parole saranno ascoltate nella mestizia di una prossima perdita della Sua guida, una guida che dopo i 18 anni dalla Sua venuta, non ci ha resi del tutto cristianamente maggiorenni e laicamente indipendenti, talchè rimane ancora forte il senso, il valore ed il bisogno della Sua testimonianza spirituale, umana, civile ed irripetibile.
Per questo sottoscriviamo questa "Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini" pronti, anche a dover essere costretti a riconoscere di aver spesso abdicato dalle responsabilità di ognuno di noi e dato spazio alle nostre contraddizioni egoistiche e spesso consumistiche come alle nostre subalternità culturali, civiche e politiche.
Per questo amiamo concludere tale documento con le stesse parole finali della prima lettera:

Tutto quanto precede è finalizzato a far discutere una riflessione, che coinvolga tutti gli uomini di buona volontà, sul modo nuovo di "costruire la città"; auspichiamo perciò un ampio dibattito e confronto su questo documento. Vorremmo che questa riflessione diventasse stimolo alla creazione di strumenti qualificati e permanenti di osservazione della realtà, lettura dei bisogni, elaborazione di proposte e controllo della gestione della cosa pubblica.
"Ho amato la mia gente." " E ora vado a pregare"
Questa è la sintesi del testamento spirituale del nostro Padre Vescovo nel momento del Suo commiato, certamente una Preghiera per la Sua gente e per la Sua città, cosicché, alimentati da essa, nasca in tutti, il bisogno di un rinnovato impegno, di un ritrovato fervore e di un orgoglioso riscatto civile e sociale che speriamo possa iniziare, anche, da questa nostra riflessione.

Firmatarie: AGESCI Zona Caserta I, Azione Cattolica Diocesana , A.C.L.I, Caritas Diocesana, Centro Pastorale Giovanile, Casa Rut, Comitato "Caserta Città di Pace".
HO DETTO TUTTO!

Per l'utente "primula rossa"

IN UN POST DA TE FIRMATO SI LEGGE:

"Vorrei ricordare a D'alessio Silvana e Alfredo Minopoli che è vergognoso affermare cose non vere della comunità di Soccavo."

E ANCORA:

"persone ignobili come Alfredo e Silvana"

---------------------------------------------------------------------------

In qualità di amministratore del blog sono costretto a toglierti la possibilità di poter scrivere e commentare sul blog finchè non avrai chiesto scusa pubblicamente per le offese rivolte.

Non essendo questa la prima volta che usi toni offensivi nei confronti delle persone sono purtroppo costretto mio malgrado.

Una pubblica richiesta di scuse permetterà probabilmente la tua riammissione. Buon Anno 2009

P.S. Le persone non iscritte al blog che vorranno pubblicare un post o un commento, sono pregate di inviarlo al mio indirizzo Email. Grazie e scusate per il disagio.