venerdì 2 gennaio 2009

leggo da "caserta news"....ogni mondo e' paese!la conferma delle eccezioni

SONO UN ASSIDUO LETTORE DI "CASERTA NEWS"GIORNALE ON LINE DELLA PROVINCIA.OGGI HO TROVATO QUEST'ARTICOLO CHE NON FA' NINT'ALTRO CHE CONFERMARE LE MIE PERPLESSITA' SULLA CONDUZIONE DELLE ISTITUZIONI ECCLESIALI DI QUALSIASI DENOMINAZIONE,E' SOLO UN CONTINUO SPECCHIARSI NARCISISTICO TIPO LA STREGA DI BIANCANEVE.LEGGETELO E POI.......FATE VOI! ATTUALITÀ | Alife – "Non hanno fatto altro che parlare delle proprie attività svolte nel corso dell'anno, pare che non esista altro ente ecclesiastico al di là della Caritas diocesana. 4 Gatti vi hanno partecipato, come al solito, per giunta a metà percorso si è unito anche un "CORVO nero" a fare da coreografia al fantomatico corteo, quasi a richiamare l'attenzione e per compensare la notata assenza di gioventù. Già dov'erano i giovani? Ma non é a loro che il messaggio dovrebbe in primis essere rivolto? Tutto ovviamente dipende dallo spirito di iniziativa e di coinvolgimento degli organizzatori. Nel nostro caso pare purtroppo che non si possegga questa dote. In compenso però sanno mettere in risalto molto bene le proprie attività svolte, elencandole per filo e per segno. Alla faccia dell'umilità di cui i loro responsabili ostentano nel possedere. Questo genere di celebrazioni poco giova a quello che realmente dovrebbe essere lo spirito di pace, che al contrario, é spirito di condivisione, di fratellanza e di apertura verso il prossimo. Le marce della pace non si svolgono in questa maniera. Gli organizzatori della Caritas di Alife provino per una buona volta ad affacciarsi al di fuori della propria cerchia, delle proprie vedute e della propria sede. Si renderanno conto che marciare non é un'insieme di lezioni o di regole da impartire, bensì un cammino da intraprendere insieme, nell' aprirsi, nel confrontarsi con l'altro, ma soprattutto nel mettersi in gioco accettando le sfide dei tempi. Altro che carità verso il prossimo. La vera povertà che purtroppo si riscontra in certe parrocchie é quella di affidarsi in mano a gente incompetente e chiusa, che impartendo lezioni dimentica l'essenzialità del messaggio. In questa maniera anzichè avvicinare i diversi, non si fa altro che allontanare sempre più il popolo da quella che dovrebbe essere invece la vera fede basata sul comandamento dell' amore e della carità verso il prossimo. Questa gente che si mette a fare da maestra di civiltà, non fa altro che scandalizzare con il proprio comportamento istrionico e paranoico". E ANCORA UN' ALTRO ARTICOLO DOVE SI RICHIAMA AD UNA VISIONE NON ATTUALIZZATA DEGLI IMPEGNI PRESI,MA LASCIANDO IL VESCOVO NOGARO SOLO CONTRO I POTERI FORTI!ATTUALITÀ | Caserta – Questa "Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini" sottoscritta dalle associazioni cristiane della Diocesi di Caserta dopo diciassette anni dalla prima, se non rappresenta una sconfitta di o per una Città intera, lo è, almeno ed intimamente, per le stesse associazioni firmatarie di allora.
Lo è per molte di quelle che, in quel lontano Novembre del '91, sentirono forte il dovere di impegnarsi, senza strumentalizzazione alcuna, per costruire, come sollecitava il Vescovo Nogaro, il tempo della speranza, sapendo che se la Politica non è tutto, essa non può essere neanche estraneità ma deve, comunque, diventare un dovere anche se è un dovere spesso impossibile.
Una speranza che si ripropone, oggi come ieri, nel nostro Paese, nella nostra regione, nella nostra provincia e nel nostro capoluogo, come un' icona figlia dello sdegno e del coraggio: lo sdegno per le cose che non vanno ed il coraggio come condizione dell'anima per cambiarle.
A partire da questo senso di sconfitta, molte delle associazioni promotrici della prima lettera avvertono, oggi, di dover di nuovo far proprie quelle motivazioni anche perché spronate dai ripetuti e recenti inviti del loro Pastore, non ultimi quelli del Suo "Responsorio della Pace" : "Signore dammi la grazia dell'indignazione. La grande leva che innalza le responsabilità e rompe tutte le cortine della malvagità e della indifferenza
Esse, infatti, riconoscono che dal tempo dalla prima lettera e per tutti questi anni, non hanno saputo ben vivere l'impegno e la passione civile che i tempi richiedevano né hanno saputo esprimere la loro indignazione e per questo avvertono l'urgenza di riprovare a spendersi in una rinnovata partecipazione per costruire un nuovo impegno sociale e civile e le condizioni per un reale cambiamento.
Sentono che è tempo di riappropriarsi, con piu' fermezza, dell'etica della responsabilità e della solidarietà e avvertono, come cristiani, il senso di una loro ulteriore conversione per strappare, parole di Nogaro,
Avvertono che è tempo, oggi come ieri, che la politica sia servizio e prossimità e che come cittadini, indistintamente, ci si responsabilizzi, quotidianamente, sia nel rispetto dei propri doveri che contro le tante proprie piccole illegalità come contrasto sempre piu' incisivo alle criminalità organizzate, realtà antistoriche
che , e che sono, per noi cattolici, presenza antievangelica che rinnega .
Avvertono, per questo, che è tempo di abbandonare il rituale dello scontato cordoglio per le vittime delle mafie , don Diana, Imposimato, Nuvoletta, Del Prete, Noviello o quello della semplice solidarietà ai minacciati perché colpevoli di esempi luminosi di impegno civile , Cantone, Capacchione e Saviano e di farsi carico di essere, con quest'ultimi, fattivamente in prima linea e, soprattutto, non in pochi.
Sono consapevoli che è tempo di cogliere la realtà di essere in un momento storico dentro il quale si avverte, con affanno e pesantezza, sia l'avanzare di un processo di trasformazioni che determina ulteriore degrado delle condizioni di vivibilità nei centri urbani e negli assetti territoriali che la progressiva marginalizzazione della domanda sociale piu' debole.
Sanno che è tempo, oggi come quel lontano autunno di inizio anni novanta, di contrastare questo malessere in cui crescono e si allargano, nella nostra Città capoluogo come in tutta la Provincia, nella regione e nel Paese, l'accentuarsi di fenomeni di frantumazione civile, il crescere delle disuguaglianze, l'aggravarsi delle povertà e delle esclusioni sociali, la perdita di identità e la crescente estraneità degli spazi urbani.
Ebbero forte, con la prima lettera , la convinzione – e lo scrissero - che la politica debba nascere e nasce da quel che politico non è: il sociale, il civile, il quotidiano e dagli eventi che in questi ambiti si intrecciano. Per questo ebbero forte la percezione che essa avesse bisogno di un contributo e lo diedero e di una ricerca che guardasse agli eventi problematicamente, sapendo incrociare matrici sociali e radici di senso.
Tanti di loro, perciò, convennero che di fronte alla prassi politica ridottasi a piatta gestione del quotidiano (che non sempre realizza) e di fronte alla difesa di interessi privati e corporativi (che realizza sempre) andava privilegiato e lo tentarono il terreno su cui si avvertiva la pregnante necessità di far incontrare la dimensione ideale con la dimensione istituzionale e organizzativa.
Tentarono, quindi, di far coincidere la contingente gestione dei bisogni con la consapevolezza che, anche nella contingenza, uomini ed eventi sono attraversati da un profetico desiderio di Totalmente altro da "questa politica" affinché si crei una composizione armonica tra bisogni troppi e la possibilità di condurre le risorse e le diversità al benessere comune.
Credettero, allora, al desiderio profetico che la politica diventasse prossimità, amore e solidarietà, tutti obiettivi indicati delle quotidiane esortazioni del nostro amato Presule il quale, ora come allora, col Suo costante e appassionato magistero sociale e spirituale continua a motivarci ad essere capaci di realizzare cieli nuovi e terre nuove attraverso una politica affidabile che sappia diventare .
Tutto questo non vuol essere amarcord ma solo riproporre, ora come allora, provocatoriamente una domanda angosciante: la politica è, dunque, immodificabile?.
Domanda, questa, non retorica se la si collega al fatto che quella lettera provocatoria del novembre '91 (e che ebbe eco su tutta la stampa nazionale e che solo per poco tempo segnò una svolta), ebbe come estensori, condivisori e firmatari ( o quanto meno testimoni) tanti soggetti che, successivamente, nella nostra Città hanno esercitato o esercitano il potere politico ed amministrativo.
Non è tempo, con il nostro odierno appello di richiedere pagelle di merito o di demerito sulle diverse esperienze fin qui succedutesi ma solo tempo di riproporre, viste le nostre attuali angosce e paure, l'ansia racchiusa in quel documento del lontano '91 che poneva due domande: se il modo di far politica sia di per sé e di fatto immodificabile e destinato a restare un'idra con le teste potere, affari, autorefenzialità, cooptazioni che si riproducono sempre anche se abbattute e se la questione morale sia destinata a rimanere sempre all'Ordine del Giorno.
E' tempo, allora, ancora una volta, (riportandoci al Te Deum 2007 del nostro Pastore) di dovere rivivere e riorganizzare questa speranza facendo nostro il Suo invito a guardare oltre l'Orizzonte e dando credito ad ognuno di noi di essere capaci di essere lievito per costruire il Nuovo anche con piccoli segnali ed attraverso la prossimità, la solidarietà, l'impegno, la partecipazione, il volontariato.
E' tempo di riviverla , dunque, senza demoralizzarsi, questa speranza, anche se dopo 17 anni siamo ancora costretti a dover firmare per una nuova legge elettorale che riconosca una nostra maggior partecipazione alle scelte dei nostri rappresentanti; anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per lo statuto comunale, oggi per veder riconosciuto il diritto ad essere ascoltati forti delle 5000 firme raccolte.
E' tempo di riviverla , dunque e non arrendersi anche se siamo ancora costretti a dover denunciare, come allora, per i tagli a servizi sociali più estesi e pregnanti e contro le disuguaglianze inaccettabili di un walfare sempre meno inclusivo e sempre più incapace di tutelare e promuoverne i diritti fondamentali, in primis quello alla protezione della salute, un bene assoluto che viene caricato sempre piu', anche per scelte governative, di calvari, di disagi, di patimenti per i pazienti e i loro familiari, in specie per i piu' deboli, i bisognosi, per non parlare degli immigrati e dei loro figli ai quali se irregolari non si riconosce neanche il diritto alla croce rossa per la difesa della propria salute.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per l'area ex Saint Gobain e San Leucio, oggi per il Macrico; anche se siamo ancora costretti a denunciare, come allora i ritardi per l'interporto nodale, l'aeroporto di Grazzanise, il Policlinico, etc; anche se siamo ancora costretti a manifestare, come allora, per il diritto al lavoro, contro la disoccupazione, i licenziamenti infiniti, il precariato, e la mancanza di iniziative concrete di sviluppo per arginare l'esodo dei nostri figli.
E' tempo di riviverla , dunque, la speranza anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora contro i disastri ambientali, per lo Uttaro, l'acqua, le cave, i rifiuti, la vivibilità, etc; anche se siamo ancora costretti a firmare, come allora, contro l'illegalità e la camorra.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a subire lo scippo illegale del mancato trasferimento del Rettorato della SUN nel nostro Capoluogo, contravvenendo ad obblighi di legge ben precisi e costringendoci a lottare, per questo, contro le convenienze del potere accademico napoletano.
E' tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora una volta costretti a protestare per il mancato cambio del nome di quest'ultima in "Università degli studi di Caserta" mortificandosi cosi una provincia intera alla quale si negano anni di lotte ed un riconoscimento dovutole per appartenenza e identità. Diritto, questo del nome, negato per maldedotte ragioni di prestigio, di potere accademico e di baronie talchè accade che la Seconda Università di NAPOLI resti l'unica università italiana che insiste totalmente in un territorio diverso dal suo nome.
E' tempo di riviverla questa speranza, esortazione che sappiamo per certo, di ritrovare anche nel prossimo te Deum 2008, perché dono dell'amore del nostro Pastore per l'uomo e, soprattutto, per l'uomo della sua Diocesi, anche se le Sue parole saranno ascoltate nella mestizia di una prossima perdita della Sua guida, una guida che dopo i 18 anni dalla Sua venuta, non ci ha resi del tutto cristianamente maggiorenni e laicamente indipendenti, talchè rimane ancora forte il senso, il valore ed il bisogno della Sua testimonianza spirituale, umana, civile ed irripetibile.
Per questo sottoscriviamo questa "Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini" pronti, anche a dover essere costretti a riconoscere di aver spesso abdicato dalle responsabilità di ognuno di noi e dato spazio alle nostre contraddizioni egoistiche e spesso consumistiche come alle nostre subalternità culturali, civiche e politiche.
Per questo amiamo concludere tale documento con le stesse parole finali della prima lettera:

Tutto quanto precede è finalizzato a far discutere una riflessione, che coinvolga tutti gli uomini di buona volontà, sul modo nuovo di "costruire la città"; auspichiamo perciò un ampio dibattito e confronto su questo documento. Vorremmo che questa riflessione diventasse stimolo alla creazione di strumenti qualificati e permanenti di osservazione della realtà, lettura dei bisogni, elaborazione di proposte e controllo della gestione della cosa pubblica.
"Ho amato la mia gente." " E ora vado a pregare"
Questa è la sintesi del testamento spirituale del nostro Padre Vescovo nel momento del Suo commiato, certamente una Preghiera per la Sua gente e per la Sua città, cosicché, alimentati da essa, nasca in tutti, il bisogno di un rinnovato impegno, di un ritrovato fervore e di un orgoglioso riscatto civile e sociale che speriamo possa iniziare, anche, da questa nostra riflessione.

Firmatarie: AGESCI Zona Caserta I, Azione Cattolica Diocesana , A.C.L.I, Caritas Diocesana, Centro Pastorale Giovanile, Casa Rut, Comitato "Caserta Città di Pace".
HO DETTO TUTTO!

Per l'utente "primula rossa"

IN UN POST DA TE FIRMATO SI LEGGE:

"Vorrei ricordare a D'alessio Silvana e Alfredo Minopoli che è vergognoso affermare cose non vere della comunità di Soccavo."

E ANCORA:

"persone ignobili come Alfredo e Silvana"

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In qualità di amministratore del blog sono costretto a toglierti la possibilità di poter scrivere e commentare sul blog finchè non avrai chiesto scusa pubblicamente per le offese rivolte.

Non essendo questa la prima volta che usi toni offensivi nei confronti delle persone sono purtroppo costretto mio malgrado.

Una pubblica richiesta di scuse permetterà probabilmente la tua riammissione. Buon Anno 2009

P.S. Le persone non iscritte al blog che vorranno pubblicare un post o un commento, sono pregate di inviarlo al mio indirizzo Email. Grazie e scusate per il disagio.

giovedì 1 gennaio 2009

che dite......vulessem' fa' na' pazzarj' ?

VOGLIAMO FARE UNA PAZZIA (per chi non avesse capito il dialetto) ?DITE LA VS ,CHE SO' UNA PIZZA IN RIVA AL MARE ALLE 8 DI SERA,UNA BELLA PALIATA TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE,UN GIRO IN BICICLETTA ROMA -PARIGI,O COME SI PROPONEVA UNA VOLTA DI ANDARE A PRENDERE UN CAFFE' A ROMA! REALIZZIAMO QUESTO? COMMENTATE A STRETTO GIRO SOTTO QUESTO POST! TANTO PER MANTENERMI E RICORDARE AGLI ALTRI CHE DA QUEL PERVERTITO DI GENNARO COSA POTEVI............. ASPETTARTI,COMUNQUE SE QUALCUNO SI SCANDALIZZASSE......BE SI ARRANGI!
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mercoledì 31 dicembre 2008

vi voglio....bene

che dite finiamo l'anno con un grande sfogooooooooooooo????!
buono, incredibile. ma vero ,secondo me ci vuole..
vi voglio bene per la diversità che avete e che avete conservato, siete una realt6à
faccio girare un grande augurio di gigig belliazzi.
non inporta come ci vediamo ma inpomportante che ci vediamo.
non sono sicuramente conpresibile a tutti .ma chi vuole può accertare.
auguro a tutti
un sereno 2009

Ma veramente siete cosi'?

Giusto per la precisione:
Vorrei ricordare a D'alessio Silvana e Alfredo Minopoli che è vergognoso affermare cose non vere della comunità di Soccavo.
Come già diceva Gaetano Anatrella la comunità non'ha bisogno di essere difesa ma nemmeno di essere sputtanata da persone ignobili come Alfredo e Silvana.
La comunità di Soccavo ha una filosofia Cristiana che personalmente non condivido al 100x100 ma da qui a diffamare l'opera del Signore a Soccavo ne passa.
La dimostrazione della grande opera che nostro Signore Gesù Cristo a fatto e che oggi parliamo su questo blog e perchè in comune abbiamo l'esperienza del Signore avuta a Soccavo nella Comunità Evangelica Battista.
La Comunità oggi è guidata da un caro fratello nel Signore Francesco Pannaccione e da un gruppo di anziani voglio citare alcuni nomi a voi conosciuti Gaetano Russo, Carmine Ciotola quest' ultimo ha partecipato anche all'incontro di Agerola.

Persone che il Signore guida con amore e che altrettando loro fanno con la comunità.
Non credo che i racconti di Alfredo e Silvana siano veritieri, voglio ricordare ad Alfredo che le mie due figlie non'hanno ricevuto presentazioni non per questo non conoscono il Signore! e poi predicate il non formalismo! conformisti siete voi!
Per quando riguarda Silvana non credo che la comunità ha colpe sui comportamenti personali non conformi alla filosofia di vita dei Cristiani!
aiutare persone che sono in uno stato di bisogno è un dovere Cristiano ma pretenderla!
Da questo a mettere in discussione l'opera di Cristo a Soccavo .......
Vi saluto nell'amore del Signore nostro Gesù Cristo.

Tonino

martedì 30 dicembre 2008

BUON ANNO NUOVO!!!!!!!!!!!!


Che il nuovo anno sia un anno speciale per tutti...ma soprattutto pieno di tante "cose" buone per tutti noi...........AUGURISSSIMMMI a TUTTI!

Non sono più io che ....

Pietro ripreso pubblicamente da Paolo in Antiochia.


Galati 2: 11-20

Io direi proprio di chiuderla qui

"I peggiori nemici della Chiesa non sono gli infedeli
I peggiori nemici della Chiesa sono gli ipocriti, i formalisti, i cristiani solo di nome, i doppi di cuore"
C. H. Spurgeon

Cosa altro bisogna dire..... ci siamo ormai fatti una idea su quello che ci circonda.

Ognuno traendo le dovute conclusioni a distanza di anni traccerà il proprio personale bilancio.

Io nel trarre le mie conclusioni invito tutti i citati da Spurgeon a stare lontano da me.

Arrivederci e grazie.

Dio ci benedica.

lunedì 29 dicembre 2008

la volonta' dell'uomo!

Siamo nell'immediato periodo dopo la Pentecoste,vedere i versetti da 1 a 21 del capitolo 2 degli Atti. Notare che lo Spirito viene dato a tutti,anche ai servi! Quando Pietro ha smesso di parlare ,ecco che quelli che erano stati colpiti dalle parole di Pietro,chiesero"che dobbiamo fare?e Pietro a loro:ravvedetevi e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesu',(senza nessun corso per il battesimo) per la remissione dei vs peccati,e voi riceverete il dono dello Spirito Santo .Poiche' per voi e' la promessa,e per i vs figlioli e per tutti quelli che sono lontani,per quanti il Signore Iddio ns ne chiamera'.E con molte parole li scomgiurava e li esortava dicendo:Salvatevi da questa perversa generazione.Quelli dunque i quali accettarono la sua parola,furono battezzati;e in quel giorno furono aggiunte a loro ca 3000 persone.Ed erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli,nella comunione fraterna,nel rompere il pane (che bella immagine,rompere un pezzo di pane per farne parte) e nelle preghiere.E ogni anima era presa da timore;e molti prodigi erano fatti dagli apostoli. E tutti quelli che credevano erano INSIEME,ED AVEVANO OGNI COSA IN COMUNE;E VENDEVANO LE POSSESIONI ED I BENI,E LI DISTRIBUIVANO A TUTTI,SECONDO IL BISOGNO DI CIASCUNO.E TUTTI I GIORNI,ESSENDO DI PARI CONSENTIMENTOASSIDUI AL TEMPI(DI ERODE) E ROMPENDO IL PANE NELLE CASE,PRENDEVANO IL LORO CIBO ASSIEME(ALTRA BELLA IMMAGINE) CON LETIZIA E SEMPLICITA' DI CUORE,LODANDO IDDIO,E AVENDO IL FAVORE DI TUTTO IL POPOLO.E IL SIGNORE AGGIUNGEVA OGNI GIORNO ALLA LORO COMUNITA' QUELLI CHE ERANO SULLA VIA DELLA SALVAZIONE.Mi chiedo a volte,queste pagine dellaBibbia,sono o non sono PAROLA DI DIO?Tra tanti santoni che ogni tanto compaiono e scompaiono,nessuno e dico nessuno parla mai di questo!Mi sorge una domanda : E se la chiesa non progredisce perche' e' attaccata alle cose temporali?Perche' quei tempi si sono persi?come mai adesso vanno di moda solo miracoli corporali e non dell'anima?Forse l'inghippio sta' proprio qua!Forse costa vivere insieme!forse e' meglio tenere le distanze!Vogliono solo i miei beni!Questo e' mio me lo sono guadagnato!Qui pero' casca l'asino,adesso ci colleghiamo al Giubileo.Perche' Dio aveva dato il Giubileo?Forse perche' 50 anni di peccati erano troppi e quindi bisognava riparare?Perche' nell'anno del Giubileo le proprieta' tornavano ai vecchi padroni?Non e' per caso che Dio voleva inculcare agli uomini ,che alla fin fine non si e' padroni di niente,si e' solo dei fruitori,e voleva dire agli uomini che il Padrone era solo Lui?adesso smetto se no mi cacciate!ciao
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Grazie a Dio io sono libero

Per quanto ritengo sia superfluo doverlo ricordare, è il mio essere uomo libero che mi permette di esprimermi senza peli sulla lingua, essere aperto a qualsiasi tipo di confronto umano e civile non ritenendo di dover essere a tutti i costi stereotipato o pensarla secondo certi canoni.
Dio ha creato l'essere umano rispettandone la individualità e lasciandogli il libero arbitrio.
Impariamo anche noi a rispettare il prossimo ma soprattutto a confrontarci con lui in umiltà.
Nessuno deve pretendere di essere il detentore della verità.
Ho ritenuto fantastico poter rivedere di nuovo tutti gli amici della mia adolescenza, è stato fantastico poterli incontrare dopo tantissimo tempo, ma, non pretenderò mai che essi siamo come me o che abbiano le mie stesse idee.
Trenta anni fa accettare totalmente gli altri era un "atto dovuto", le convivenze erano "forzate", oggi, grazie a Dio e grazie alla mia libertà, posso scegliere i mie compagni di viaggio senza alcun implicito obbligo o imposizione da parte di qualcuno.
Voglio bene e rispetto tutti, ma viaggiare insieme è un altra cosa.
Io ho imparato ad accettare ma soprattutto rispettare il prossimo, seppur nella diversità.
Imparando a rispettare le individualità, solo in questo modo, forse, si potranno allargare le proprie vedute senza cascare nella trappola del settarismo.

Gi uomini saranno .......


2 Timoteo 3:1-9