sabato 3 novembre 2007

AVVISO...

Fratelli ed amici
Vi comunico che Salvatore alle ore 2,30 di questa mattina si è presentato al Cospetto del Nostro Signore,

CARTESIO, FREUD,O CRISTO ?

Possiamo sapere tutto dell'uomo ma possiamo fare poco per lui.Un uomo venne 2000 anni fa' e la Sua OPERA si vede ancora nella vita di milioni di persone,proprio nei loro limiti ce' tutta la Grandezza di DIO.

Chi sono io?

Nella grammatica dell'essere è l'io la regola principale. Titola e scandisce l'identità dell'uomo, la sua relazione con il tu, con l'altro da sé. Due sole lettere che sintetizzano un mondo intero; un veloce monosillabo che richiama in modo fulmineo due nomi maestri: Cartesio, il filosofo del "cogito, ergo sum" , del penso dunque sono, e Freud, l'esploratore dell'inconscio, delle dinamiche che governano ciò che è dimenticato, nascosto dentro ogni persona.
Io viene pronunciato innumerevoli volte, comincia spesso le frasi che raccontano di chi parla, indica una posizione netta. L'esercizio che la disputa di Tommaso assegna tenta di alleggerirlo dalla meccanicità del quotidiano, dall'abuso di cui è vittima per restituirgli il profilo di un significato fondo, complesso, fascinoso.
Io sono il mio pensiero

La ricerca metafisica di Cartesio poggia sulla certezza del pensiero, l'unica in una realtà dove il dubbio può mettere in discussione ogni cosa. Se io dubito, allora io penso, io esisto come "cosa pensante", afferma lo scienziato e filosofo francese. Il mondo materiale e il corpo sono territorio dei sensi; ma i sensi ingannano, sono fallaci. Per questo l'identità del soggetto coincide con il pensiero prima che con la corporeità. Tanto che il corpo muore, l'anima, invece, in quanto principio spirituale, sopravvive.

Io sono il mio corpo

Freud, il padre della psicanalisi, rivendica le ragioni del corpo. Scopre e ribadisce che non esiste una manifestazione "pura" del pensiero. Anche le parti più elevate dell'io (il pensiero e l'arte) vanno ricondotte a pulsioni biologiche. In ogni atto dell'uomo - nel sintomo dei nevrotici, nel sogno, nel delirio - si iscrivono forze, motivazioni e spinte che restano perlopiù sconosciute. E il "modello" di funzionamento dell'apparato psichico è prevalentemente di natura fisica . .

L'io è coscienza

Nella filosofia moderna, inaugurata da Cartesio, la coscienza ha il significato di "consapevolezza soggettiva" di sé e dei propri processi mentali. Di noi stessi, in quanto coscienza, siamo certi direttamente.
Tutto il resto cade sotto la critica corrosiva del dubbio.

L'io è inconscio

Con Freud l'inconscio diviene una costruzione teorica comprensiva degli aspetti motivazionali della personalità, sia sana che patologica. E pur non arrivando a esaltare il lato notturno e inconsapevole della vita contro la ragione e la coscienza, il medico austriaco sostiene che la nuova scienza deve esplorare ciò che non si sa, ciò che è nascosto, perché è là, nella "via regia" che si determinano le condotte affettive, intellettuali e sociali.

L'io è padrone
di sé

L'io per Cartesio è il soggetto pensante e consapevole di sé opposto alla natura: spirito contro materia, mente contro corpo. Nel celebre trattato Le passioni dell'anima Cartesio fornisce una sorta di "medicina" per diventare proprietari unici e autorevoli del proprio "io".
Come? Attraverso il dominio della passioni da raggiungere con lo strumento della ragione.

"L'io non è padrone in casa propria"

L'io, per Freud, non è pura trasparenza, non è forza della ragione che domina il mondo. Il soggetto ospita dentro di sé più parti. L'io - la parte consapevole dell'uomo - è solo una piccola porzione della "topografia" della psiche. L'io subisce le inibizioni e le pressioni del "super-Io" (la voce genitoriale che ognuno ha introiettato e che ancora comanda , castiga e affligge con il senso di colpa) ma è anche in balia dell'altro (in tedesco "es" o "lui"). Ed è l'"es", che è in-coscio, la scaturigine profonda dei desideri e delle azioni.

venerdì 2 novembre 2007

riprendiamo a ragionare!!!

Cosa ne pensate del versetto di Giovanni 1 e cosa ne pensate della discussione tra Platone e Democrito.Fatemi sapere.

Perché il mondo?
Puntata del 25 giugno 2001

Che cosa c'era prima? Prima del big bang o del "principio" biblico? Nelle teogonie del mito classico si narra di flutti minacciosi in un oceano primigenio, si parla di oscurità e caos senza pari. Nel dopo, nel neonato kósmos, quel disordine, quello spazio selvaggio si trasformano nella totalità ordinata dell'esistente, in ciò che è "adorno", bello, armonioso. Ed è in questo passaggio attraverso l'origine che si spendono i perché della scienza e della fede. Democrito, il lontano padre del pensiero scientifico, sostiene la casualità dell'universo; gli atomi della materia, secondo i suoi studi, si mescolano senza guida e senza scopo. Platone, invece, è il filosofo greco che anticipa la nozione giudaico-cristiana di "creazione". Per lui si deve ricondurre il mondo a una causa, alla mano di un artefice intelligente.

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Il mondo esiste per caso

Democrito, discepolo di Leucippo, il fondatore del primo atomismo, viene considerato il padre della scienza. Nelle pagine del suo Piccolo ordinamento del mondo descrive la materia: un insieme di atomi che si aggregano e si disgregano seguendo la legge della casualità. Le varie "forme indivisibili" si muovono spontaneamente incontrandosi e scontrandosi in una vibrazione eterna, da cui si sviluppano quei vortici che generano le cose, anch'esse destinate a scindersi e a distruggersi.

Il mondo esiste per una causa

La materia da sola non basta a spiegare l'origine del mondo, afferma Platone. "L'universo - sostiene - è stato realizzato da un Artefice con ragione e intelligenza", è il risultato di un progetto e di un'azione. Il cosmo , infatti, si fonda su una causa che è rappresentata dal Demiurgo, la figura divina che ha sostituito il caos con l'ordine scegliendo il modello del "vivente in sé". Il mondo si presenta quindi come un organismo gigante, dotato di un'anima e di un corpo.

L'universo non esiste per l'uomo

Se la casualità regge il mondo, allora non può essere l'uomo il destinatario dell'ordine e della bellezza dell'esistente. L'uomo stesso è un "microcosmo", un aggregato di atomi e vuoto, e il suo destino è in sintonia con quello del macrocosmo a cui appartiene.
L'universo conosciuto e visibile è soltanto il dieci per cento. Esiste una massa mancante che fluttua nel nulla, nella quale la materia si condensa come fa la brina al mattino. Una di quelle tante gocce è l'essere umano, figlio del caso.

L'universo esiste per l'uomo

Per Platone tutto ciò che è nel mondo ha un destinatario: l'essere umano.
Il demiurgo "buono" porta ordine "per amore". Secondo la visione biblica - dominata dall'antropocentrismo e, in parte anticipata da Platone, - l'universo è stato creato in modo che l'uomo potesse approdarvi, prendere posto e ammirare la bellezza degli spettacoli naturali, emozionarsi. Gli scienziati sostenitori del "principio antropico" parlano di evoluzione interna della materia, di un'intelligenza ordinatrice che guida l'universo verso l'apparizione della coscienza, della mente umana.

Esternazioni

Amici cari dopo un pò di silenzio rieccomi a voi.
sono stanco di leggere cose non Edificanti, come il suicidio o i litigi tra alcuni di noi.
Fate ATTENZIONE alle persone ha quello che dicono e fanno(un Figlio di DIO non parla del suicidio, ma ben si della VITA ETERNA, non butta in pasto alla gente i suoi bisogni ma chiede di Pregare per lui) e non fà la norale ho insegniare la vita agli altri, vorrei sapere gli amministratori dove sono chi ha dato l"acesso al blog. Sandra carissima quello che hai in cuore di fare fallo e basta senza dire poichè posso l"ho faccio da sola. Non fare come i farisei, hai ragione a dire di avere discernimento l"ho dico per esperienza vissuta di quando eravamo a Napoli.
Caro tonino sono pentito di averti dato il Mio consenzo a poter publicare, pensavo che darti un"altra scianz ti avrebbe fatto capire che non ci si comporta come ti sei e ti stai comportando tu. I tuoi problemi con Alfredo risolvili parlando a tu per tu con lui e non in piazza.
Ancora ti si dimostra la Grande democrazia che c"è nel gruppo. Anche nelle Grandi democrazie ci sono dei limiti ed essi vanno rispettati.
scusatemi ritorno dinuovo solo a leggervi e ascoltare i vostri commenti, fino ha quando non si ritorna allo scopo iniziale della creazione del blog.
con la pace datami dal Sacrificio di CRISTO e la vita Eterna concessami dal SUO AMORE che vi Saluto

Dopo diversi giorni ho ripreso a leggere,e ho letto di alcune cose che non mi hanno fatto piacere.
Molto si è scritto intorno a Davide che non conosciamo ,spero tanto che sia una bufala(truffa) diversamente comprendo il suo problema di cercare aiuto in tutti modi possibili anche se non condivido il metodo scelto.
Come non condivido l essere etichettato come religioso, coloro che aderiscono al nostro sito devono rispettare le idee altrui e per quanto possibile uniformarsi.
TONINO è vero che qualche volta è un pò fuori le righe ma non ritengo giusto che sia attaccato da tutti,qualcuno ricorda solo insulti,basta invece leggere qualche post addietro e possiamo vedere che Tonino non è affatto banale o solo sboccato.
ritengo che sua moglie(Ersilia) non debba essere tirata in ball0 lui ha sempre parlato da solo come me o altri.
Voglio infine ricordare a tutti di non far diventare questo blog solo di evangelici, ringrazio quindi Anna ,Lina ,Franca, Sandra per le loro riflessioni.
un bacio a tutti voi..
Rosario

PER CHI TI E'LONTANO

NON èE' POSSIBILE ABITUARSI A VIVERE LONTANO DA TE NON SUCCEDERA' MAI IL
POSTO DOVE SONO NATA E CRESCIUTA DOVE HO MOSSO I PRIMI PASSI,FATTO I
PRIMI SOGNI SOFFERTO PER IL PRIMO AMORE.
ADESSO CHE TI SONO LONTANA SO' CHE NON C'E' NIENTE PER CUI VALGA LA PENA LA
PENA LASCIARTINONOSTANTA CIO' CHE SI DICA E SI CREDA DI TE
PENSARE CHE CHI NON TI CONOSCE TI TEME MA SE I TUOI DIFETTI SONO TANTI
SONO EQUIPARATI DA QUEI PREGI DI CUI SONO TANTO FIERA
ORA PIU' CHE MAI MI RENDO CONTO DI COSA HO LASCIATO,LA FAMIGLIA I VICINI
RUMOROSI,LE PERSONE CHE INCONTRAVO PER STRADA IL CUI VOLTO ERA SEMPRE
FAMILIARE ANCHE SE SCONOSCIUTO
LE COSE CHE ERO ABITUATA A VEDERE CON TE SONO COSI DIVERSE DA QUELLE CHE
VEDO ORA.IN TANTI MI DICONO DI NON TORNARE MA NON CONOSCONO L'ANSIA
CHE SI PROVA A STARTI LONTANO.
IN OGNI RITORNO METTO LA SPERANZA DI RESTARE CHE ACCADA UN MIRACOLO
CHE NON MI FACCIA RIPARTIRE MA NON E' MAI ACCADUTO E FORSE MAI ACCADRA'

Finalmente dopo diversi giorni ci sono riuscita!

video
Volevo condividere con voi questo video da tempo , non riuscivo mai a pubblicarlo adesso con l'aiuto di mio fratello che si sta proclamando un wiazard del computer siamo riusciti a farvelo vedere! Che bella la mia Napoli!

giovedì 1 novembre 2007

La felicità nascosta


Un giorno lontano nel tempo e così prossimo da essere ancora atteso,il dolce fanciullo si rivolse al vecchio saggio chiedendo con la sua tremula vocina:

"Ma dimmi,buon saggio, io tanto ho cercato risposte a una domanda che ogni giorno mi sovviene alla mente e a cui non trovo risposta, sai dirmi tu qual'è la risposta?Io cerco la felicità e tanti mi dicono cosa devo fare, come devo comportarmi,dove devo andare, cosa non devo fare, ma io non capisco cosa c'entrino tutte queste cose con la felicità.Sai dirmi tu, buon uomo cosa devo fare per essere felice?"

Il vecchio saggio, che aveva ascoltato le parole del fanciullo, alzò il capo al cielo, e dopo aver profondamente sospirato, così iniziò.

Vedi caro mio fanciullo,troppo spesso i grandi confondono la felicità con ciò che non ne è neppure una parvenza e scambiano l'essere soddisfatti di qualcosa con la felicità, ma la vera felicità inizia da una assenza e da un grande desiderio.

Ti racconterò allora cosa è la felicità, così che tu la sappia cercare e riconoscere nel tuo cammino.


La felicità è il bisogno di un grande cuore, che sappia colmare con il suo amore la distanza tra il nostro desiderio di felicità e la sua realizzazione.


La felicità è uno sguardo che sappia penetrare la dove nascono i propri pensieri, così che quello sguardo,come una dolce mano, li possa cogliere e condurre la dove troveranno la loro risposta.


La felicità è uno sguardo che sappia incontrare i nostri occhi, per poterci rispecchiare nella felicità dell'altro.


La felicità è avere qualcuno da amare, che prima di noi abbia amato i nostri desideri.


La felicità è essere lontani, senza essere distanti.


La felicità è un passo di cui riconosciamo il suono, ed è il trepidare del cuore che l'attende.


La felicità è una carezza che sfiora il volto dell'amato senza toccarlo.


La felicità è nascosta dalla sua evidenza, perchè sa che il suo splendore sta nel pudore con cui si manifesta.


La felicità è un "TU", nascosto in un "NOI"che lo contiene.


LA FELICITA' SONO IO E SEI TU.

Tutto in questa vita ha senso se viene fatto nell'amore, nell'onestà, nella semplicità, nel rispetto, nell'educazione...
Il nostro blog avrà senso e vita solo se si incontrano persone che si vogliono BENE ed hanno voglia solo di parole d'amore e di rispetto...







Usiamo Discernimento!

Ho letto l' annuncio di Davide, Dona al piccolo Mattia! Bene ho pensato che dargli una mano poteva essere un atto d'amore da parte mia, verso un padre disperato, cosi' ho avuto il desiderio di parlargli, volevo inviargli una donazione personale e poi aiutarlo ad alzare altri fondi, visto che mi trovo in una buona posizione per farlo. Pensavo che questo avrebbe accellerato la prima terapia del figlio. Bene, stamattina ho chiamato Davide dagli Stati Uniti per potergli parlare della mia disponibilita'. Ma lui non ha avuto tempo di parlare con me era in "riunione " penso che voleva dire in chiesa e poi aveva il gesso, non ricordo dove, alla gamba o al piede. Poi se non sbaglio stava uscendo dalla macchina e quindi mi ha detto:- Richiama un altro giorno, immagino che significa " piu' in la'.".... Ma... Davide io chiamo dagli Stati Uniti, per lo meno considera che sto' facendo una chiamata dall'Estero anche senza carta telefonica, dammi un oraio, un giorno ....Mah... Volevo solo aiutarti......Spero di non averlo importunato con la mia premura.Peccato! Vorra' dire che preghero' per Mattia che forse veramente ha bisogno d'aiuto ma dovro' pregare anche per la persona che ha messo questo annuncio, prego che il Signore aiuti la sua mente e lo guarisca dall'angoscia che e' dentro di lui. A proposito la persona che risponde al telefono con un accento, sembra siciliano, si e' scocciato di ricevere telefonate dopo la mia non ha risposto a quella di un'altra mia amica. Magari ha pensato che era un'altra persona che si preoccupava per il figlio.Qualcuno ha consigliato di stare attenti a Davide. Arriviamo ad una conclusione. .La personalita' di questi post mi ricordano quella precedente. Valutate voi! Qualcosa di vero c'e' ma e' leggermente contorto. Usiamo il discernimento e se non ne abbiamo, chiediamolo a Dio e Lui ce lo dara'! Buoni si' ........

Battesimo di Simone


ciao a tutti voglio farvi partecipi del battesimo di mio figlio Simone che ha 14 anni,è stato per me un grande giorno molto emozionante e si avverato una cosa che sognavo da quando e' nato.ciao a tutti e vi auguro la stessa cosa per ognuno di voi.
video

mercoledì 31 ottobre 2007

Fatevi sentire tutti

Ciao a tutti. Il presente post per dirvi che sarò assente per i prossimi giorni e tornerò a leggere il blog solo lunedi sera 5 novembre.
Mi piacerebbe al mio ritorno trovare sotto questo post almeno un commento da parte di ognuno di voi, un commento attraverso il quale possiate dire senza peli sulla lingua tutto ciò che avete dentro, perchè non scrivete, cosa vi ha infastidito, come vorreste che fosse il blog etc. Ricordate tutti che dopo Agerola ci interrogammo sul futuro del blog e tutti decidemmo di farlo continuare a vivere. Oggi il blog sopravvive, e se continua così avrà i giorni contati. Sarebbe il caso che diciate la vostra su tutto e che insieme provvederemo a farlo ritornare il nostro vecchio blog.
Mi auguro che accoglierete questo mio invito. Vi saluto con l'affetto di sempre.

NON SONO D'ACCORDO.

SCUSATE MA DEVO DIRE CIO' CHE PENSO DEL FILMATO.IL DOLORE VA RISPETTATO E NON FILMATO E PUBBLICATO.NON è UN NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA ANCHE PERCHE' CERTE IMMAGGINI VENGONO PROPINATE TUTTI I GIORNI AL TELEGIORNALE E NON SEMBRA CHE SERVA A MOLTO.LA GENTE STA' MALE CAMBIA CANALE PERCHE' MAGARI STA' A CENA E CERTE COSE CONTINUANO A SUCCEDERE PERCHE' OLTRE CHE GUARDARE E COMMENTARE NON SI FA'.PER CIO' CHE è STATO PUBBLICATO ACCUSIAMO L'UOMO E ALLORA SBANDIERIAMO CIO' CHE LUI FA'.HO FATTO VISITA SPESSO AI BAMBINI NEI CENTRI ONCOLOGICI E NON HO MAI VISTO FOTOGRAFARE I BAMBINI DILANIATI DALLA CHEMIO TERAPIA, CHI AVREMMO ACCUSATO PER UN BAMBINO DI 2 ANNI COLPITO DA TUMORE AL CERVELLO? DI 6 MESI COLPITO AL PANCREAS DI 4 ANNI ALLE OSSA?IN QUEL CASO E' LA VOLONTà DI DIO E VA ACCETTATA.L'UOMO NON HA DIRITTO DI DILANIARE UN BAMBINO CON LE BOMBE MA NESSUNO HA DIRITTO DI FARLO CON UN MALE ATROCE E STRAZIANTE.

UN PO' DI OTTIMISMO

BUON GIORNO SORRIDI ALLA VITA
UN PO' DI BUONUMORE NON PUO' FARTI CHE BENE
POSITIVITA' CI VUOLE PER FAR RITROVARE AI SOGNI LA STRADA DI CASA
SPAZZA VIA QUELL'ARIA TRISTE E ASPETTATI IL MEGLIO PERCHE' E' QUELLO CHE TI ATTENDE.
I MOMENTI BUI.LE CRISI,E' LEGGE SOCRATICA SONO FATTI APPOSTA PER FARCI APPREZZARE DI PIU' TUTTI I SINGOLI ISTANTI DI SERENO QUANDO LA TEMPESTA E' PASSATA
MA DURANTE LA TEMPESTA NON PUOI CREDERE CHE PIOVERA' PER SEMPRE
DEVI GUARDARE IL CIELO PLUMBEO E GRIGIOED AVERE LA CONVINZIONE CHE DA QUEL CIELO NERO RISPUNTERA' IL SOLE.
DOMANI
SENZA SE E SENZA MA CREDICI.




lunedì 29 ottobre 2007

Pillole di saggezza




C'era una volta un ragazzo con un pessimo carattere. Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno. Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino. Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi. Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata. Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo. Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza. I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata. Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse: " Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà. Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica. Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la tristezza nel cuore. Ricordiamoci che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre."

domenica 28 ottobre 2007

Da Ferragosto a Capodanno






..... a proposito della felicità a cui accennava Gennaro.
Oggi, ho ricevuto da Franca queste belle immagini che documentano i momenti felici che abbiamo trascorso insieme a Ferragosto.


Ho pensato di pubblicarle sul blog semplicemente per stimolare in voi tutti l'idea di poter eventualmente accogliere l'invito di Gennaro a trascorrere il Capodanno insieme.

Io non avrei problemi, anzi, mi farebbe piacere poter fare qualcosa insieme a tutti quanti voi.






Si può essere felici?


  • La natura non ci ha solamente dato il desiderio della felicità, ma il bisogno… senza la possibilità di soddisfarlo, senza nemmeno aver posto la felicità nel mondo". Lo Zibaldone leopardiano insegue con mille pensieri la domanda sull'essere felici, arrivando nelle ultime pagine a trovare il suo no definitivo. I maestri della filosofia, Aristotele e Schopenhauer, aggiungono altre riflessioni. Per il primo, la felicità rappresenta la condizione naturale che l'uomo può guadagnare con la ragione; per il secondo, la vita è solo dolore e sperare di non soffrire più è inutile perché si desidera sempre ciò che non si ha. Rispecchiarsi dentro questo argomento non è semplice, si è obbligati anche al confronto con l'idea di felicità del tempo presente: una felicità burocratizzata, diminuita al ruolo di fortuna del lotto miliardario, di samaritana del benessere , di salute "eterna". La ragione conduce alla felicita' Dice Aristotele:Se l'uomo è per natura un essere razionale, come afferma Aristotele, allora l'uso della ragione conduce alla realizzazione di sé, ovvero allo stato che dà la felicità e che rappresenta la condizione naturale dell'uomo. Essere felici non è una scommessa con la buona sorte, ma il risultato che si ottiene dal buon governo delle passioni, dall'uso della volontà e dalla misura nei desideri. Il desiderio produce infelicita'

Per Schopenhauer, l'uomo è destinato all'infelicità perché desidera ciò che non può avere. La sofferenza è il suo stato naturale; la sua vita "oscilla come un pendolo tra il dolore e la noia". L'essere felici quindi è una condizione inarrivabile, non è mai un'esperienza presente: o è qualcosa che si ricorda e rimpiange o è qualcosa che si attende in eterno. La felicita' e' uno stato Per Aristotele la felicità vera è quella che dura, che esige permanenza e costanza. E' uno stato della mente. Non coincide con il piacere sensibile: gli animali, per esempio, provano piacere ma non sono destinati ad essere felici perché la felicità è consapevolezza del piacere, della conoscenza e della ragione. La felicita' e' un attimo Per Schopenhauer la felicità sta nell'attimo, è momentanea cessazione del dolore. Il desiderio che produce malessere, nel movimento basculante della vita, cede il suo posto alla noia. In questo fugace passaggio, star bene significa non star male. Uno stato di felicità duraturo non è possibile La felicita' e' una esperienza collettiva Aristotele è lontano dall'idea di felicità come fatto puramente privato, chiuso alle relazioni con gli altri, egoistico. La dimensione di questo raro stato emozionale deve essere aperta, intersoggettiva, pubblica, politica. Non si possono toccare le nuvole con un dito senza farsi vedere. L'arte di essere felici, o meglio "vivere il meno infelicemente possibile", come scrive Schopenhauer, riguarda il singolo, mai la comunità, e da singoli bisogna annullarsi, indebolire il desiderio dell'impossibile esercitandosi in una tecnica individuale e ascetica che ricorda il nirvana. O la felicita' e' un film di toto'?

  • Quale e' la vs idea sull'argomento ? La felicita' e' un mito ? O una chimera ? O piu' realisticamente e' inesistente?